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- Voli decarbonizzati: l’UK vuole prendere due piccioni con una fava
Secondo il Governo britannico, voli decarbonizzati e crescita economica non sono inconciliabili. Colpo di scopa della Cancelliera UK Rachel Reeves sulle preoccupazioni per l’impatto ambientale della discussa terza pista londinese prevista dall’ampliamento dell’aeroporto di Heathrow: la crescita non comprometterà in alcun modo gli obiettivi di decarbonizzazione del Paese. Dell’ampliamento di Heathrow - il maggiore scalo britannico , normalmente operante al 95-99 per cento della propria capacità massima - si parla da decenni, nell’ambito del più ampio dibattito sull’ inevitabile aumento della capacità operativa degli aeroporti nazionali . Nel 2015 la Airports Commission voluta dal governo Conservatore mette sul tavolo il progetto di una terza pista; il Parlamento la approva nel 2018. Il cartellino del prezzo dell’impresa ( 14 miliardi di sterline ) non scoraggia. La proposta si arresta solo di fronte alla pandemia , che addormenta il trasporto aereo parcheggiando la terza pista tra i progetti di dubbia urgenza. Chiusa l’emergenza Covid-19, il traffico aereo più che rivitalizzato rimette sul piatto l’ampliamento, con una spinta in più grazie al Plan for Change , il piano di crescita UK che associa alle ambizioni di diventare una “superpotenza dell’energia pulita” (95 per cento di clean energy al 2030) anche quelle di una crescita economica solida e a lungo termine. Nel caso dell’ampliamento di Heathrow alletta la promessa di 180.000 nuovi posti di lavoro entro 2050 - tra pista stessa, rete di infrastrutture e servizi dell’indotto - e 147 miliardi di sterline in più per l’economia british generati dall’aumento del traffico aereo . I progetti di espansione si scontrano però con altri numeri , quelli dei target ambientali del Governo: non solo il maxi-obiettivo del Net Zero entro 2050, ma quello di un taglio dell’81 per cento delle emissioni di CO 2 in 10 anni per tener fede alle promesse fatte alle Nazioni Unite. Sulle emissioni totali UK, la fetta generata dal trasporto aereo è pari al 7 per cento. Per avere voli decarbonizzati, nel 2022 il Governo stesso aveva pubblicato la Jet Zero Strategy che prometteva il guilt-free flying - poter volare senza sensi di colpa - con una ricetta a base di nuove tecnologie taglia-emissioni, aerei a batteria, idrogeno verde e SAF , i carburanti sostenibili per l’aviazione. E proprio qui si innesta, come riporta Bloomberg , lo scetticismo degli esperti: idrogeno e batterie sono ancora decisamente fuori dai radar dell’aviazione civile , e affidare il successo ai soli SAF è ancora un grosso azzardo. Ne è convinto anche Chris Hilson, direttore del Centro per la Giustizia Ambientale dell’Università di Reading : anche con i SAF - attualmente costosi e difficili da produrre - i voli produrrebbero comunque emissioni ingenti. Idem per le tecnologie Direct Air Capture (DAC), che consentono di estrarre la CO 2 direttamente dall'atmosfera; altra carta nel mazzo strategico non ancora disponibile su larga scala. Il Governo sarebbe dunque troppo ottimista. L’Aviation Environment Federation del Regno Unito, intanto, a fine gennaio 2025 dichiarava la propria “tristezza e frustrazione” per il ritorno della terza pista nell’agenda politica . Secondo l’ente, che si occupa dell’impatto ambientale dell’aviazione, i piani di espansione aeroportuale dell’attuale Governo - non solo Heathrow dunque, ma anche Luton, Stansted, Gatwick, London City - si tradurrebbero in un +73 per cento di passeggeri rispetto al 2018 , superando enormemente il limite del +25 per cento considerato accettabile dal CCC, il Climate Change Committe nazionale, per non inficiare del tutto il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. La convinzione della Cancelliera Reeves di risolvere anche solo in parte il problema con i SAF sarebbe solo una “pericolosa fantasia”. In effetti sono numerose le voci a sfavore, alcune molto pessimistiche. Secondo Alex Chapman, Senior Economist del think tank New Economics Foundation, l’ampliamento aeroportuale cancellerebbe nel giro di soli cinque anni quanto ottenuto da tutte le iniziative nazionali in materia di energia pulita . Gli fa eco Alice Larkin, docente di Scienze Climatiche e Politica Energetica all’Università di Manchester, secondo cui il Governo intende far crescere un settore per il quale al momento non ci sono opzioni di decarbonizzazione. Aggravante non trascurabile del progetto Heathrow: l’esproprio di 800 abitazioni collocate ai bordi dell’area aeroportuale , necessario a far spazio alla nuova pista. Per gli esperti, il progetto mette a rischio credibilità e successo del programma britannico per volare senza colpe ; più che una previsione ottimistica, quella del Governo sarebbe una grande scommessa. L’iter di approvazione sarà comunque ancora lungo. Per il momento la Cancelliera Reeves rimane decisa a prendere i due piccioni - ambiente ed economia - con una fava, che nella meno sensibile versione inglese è reso con “uccidere due uccelli con un solo sasso”. Il rischio, forse, è farli fuori entrambi. Carolina Gambino
- Matanza Riachuelo: a Buenos Aires acqua più pulita (anche grazie all’Italia)
Volgono al termine i lavori del Lotto 2 del Sistema Riachuelo, mega progetto sostenuto dalla Banca Mondiale per la sua rilevanza socio-ambientale. Il grande impianto di depurazione - realizzato da Fisia Italimpianti, controllata del Gruppo Webuild - punta a ridurre l’inquinamento del bacino del Matanza Riachuelo, una delle aree più inquinate dell’Argentina e al mondo. Photo: Yanina Budkin / World Bank Un bacino idrografico è un’area nella quale si raccolgono le acque superficiali che confluiscono verso un unico corpo idrico (fiume, lago o mare interno) che le riceve e che poi dà il nome al bacino stesso. Nel caso del bacino del Matanza Riachuelo (siamo in Argentina, provincia di Buenos Aires), questo piccolo fiume ( riachuelo è un diminutivo di rio ) riceve il contributo di numerosi corsi d’acqua, circa 232, che convergono in un corso principale. Con la sua bassa pendenza (0,35 per cento), il Matanza Riachuelo si snoda per una settantina di chilometri e sfocia nel Rio de la Plata , ai confini meridionali della Città Autonoma di Buenos Aires (CABA), precisamente nel quartiere di La Boca . Sebbene l’origine del nome sia incerta, si ritiene si riferisca al massacro del 1536, scontro nel quale perirono un numero imprecisato di nativi e alcuni conquistadores guidati da Diego de Mendoza, fratello del più celebre Pedro de Mendoza, fondatore di quella che oggi è la città di Buenos Aires. Il fatto fece sì che la zona cominciasse a essere nota come il luogo della mattanza, rimanendo nel tempo fissata nella toponomastica locale. Il bacino del Matanza Riachuelo si estende su una superficie di più di 2.000 chilometri quadrati e costituisce la regione più popolata e industrializzata dell’Argentina . Oltre a essere una delle più inquinate del Paese (e al mondo). La contaminazione è il risultato di una somma di processi : l’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee è dovuto a scarichi industriali e reflui fognari non trattati, la contaminazione del suolo è un prodotto dello smaltimento improprio di rifiuti industriali e domestici, l’inquinamento atmosferico è causato dall’emissione di gas di combustione. Un degrado ambientale generalizzato , aggravato dalle conseguenze economiche e sociali, che compromette la qualità della vita di 4,3 milioni di persone . Nel luglio 2004, un gruppo di 16 abitanti della periferia sud e della CABA, guidati da Beatriz Mendoza, ha intentato una causa contro lo Stato Nazionale , la Provincia di Buenos Aires, la Città Autonoma e contro 44 aziende per gli effetti subiti a causa della contaminazione del bacino. L’8 luglio 2008, la Corte Suprema di Giustizia della Nazione ha emesso una sentenza che condannava gli imputati e li giudicava “ugualmente responsabili in modo concorrente” . Da allora qualcosa è cambiato, anche grazie al contributo italiano . Volgono infatti al termine (lo stato di avanzamento è del 95 per cento, il completamento dell’opera è previsto entro fine maggio 2025) i lavori del Lotto 2 del Sistema Riachuelo, il mega progetto infrastrutturale che mira a ridurre l’inquinamento del fiume Matanza-Riachuelo . Composto da tre lotti - Webuild ha già completato il Lotto 3 e con Fisia Italimpianti sta ultimando il Lotto 2 - è il più grande progetto di questo tipo in America Latina ed è sostenuto dalla Banca Mondiale per la sua importanza socio-ambientale. Il Sistema Riachuelo prevede la realizzazione di un impianto di depurazione tra i più grandi al mondo: permetterà di trattare fino a 2,3 milioni di metri cubi al giorno di acque reflue . Il Lotto 2, che vede impegnata Fisia Italimpianti per conto di AySa - Agua y Saneamientos Argentinos, prevede una stazione di sollevamento acque in ingresso (con una capacità di pompaggio di 36 metri cubi al secondo), un impianto di pretrattamento e una stazione di pompaggio di uscita. Il Lotto 3, completato da un consorzio di imprese guidato da Webuild, ha già realizzato 12 km del tunnel principale, che ha funzione di condotto di scarico dell’impianto di depurazione. Il tunnel - 4,3 metri di diametro interno, scavato a 40 metri di profondità sotto il letto del fiume - avrà la funzione di incanalare le acque provenienti dall’impianto di depurazione e di disperdere quelle già trattate a una velocità di 27 metri cubi al secondo. Il Sistema Riachuelo migliorerà le condizioni sanitarie di oltre 4,3 milioni di persone, garantendo a regime l’accesso alla rete fognaria ad altri 1,5 milioni di persone. Qualcuno, abituato a vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto, potrà dire che tutto questo non è abbastanza per un fiume che a fine anni ’50 era stato dichiarato biologicamente morto . Forse è solo una goccia nell’Oceano. Forse. Ma è una goccia di acqua pulita. E anche grazie alla sapienza costruttrice italiana , impegnata in uno dei progetti idrici più sfidanti al mondo.
- CESI Space, energia italiana (e pulita) per lo spazio
Si è svolta presso la sede milanese del CESI la cerimonia di presentazione di CESI Space, la nuova divisione dedicata al settore spaziale. Presenti all’evento il ministro del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Teodoro Valente, e il Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo, Massimo Claudio Comparini. A fare gli onori di casa l’amministratore delegato di CESI, Nicola Melchiotti. Nicola Melchiotti, amministratore delegato di CESI CESI Space nasce dalla trentennale esperienza maturata nello sviluppo delle tecnologie per la costruzione di celle solari - 200.000 celle già realizzate per più di 100 satelliti per applicazioni civili - e dalla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), che posizionano CESI tra i principali produttori per questo specifico settore. “In CESI siamo da sempre alla frontiera dell’innovazione nel settore elettrico, testando nuove tecnologie e sviluppando nuove competenze - ha dichiarato Nicola Melchiotti, amministratore delegato di CESI. Oggi questa frontiera si trova nello spazio e anche lì siamo presenti, da protagonisti, con le nostre celle solari ad altissima efficienza”. Con un investimento di 20 milioni di euro - per più di un terzo provenienti dal modello di Partenariato Pubblico Privato (PPP) previsto dal programma Space Factory 4.0 relativo al PNRR dell’ASI - e più di 60 tecnici altamente specializzati, di cui 30 neoassunti, la nuova linea di produzione consente un incremento della capacità produttiva del 200 per cento . Con il lancio della nuova Divisione CESI Space, CESI rafforza il proprio impegno nel settore spaziale, un passo strategico in un momento di forte espansione della Space Economy, trainata da investimenti e innovazioni senza precedenti, con nuove opportunità di crescita per l’intera filiera industriale italiana ed europea. “Questa è una storia italiana: capitale italiano, tecnologia italiana, brevetti italiani prodotto italiano. L’eccellenza italiana a supporto del settore spaziale”. a.c.
- Africa, dalla Banca Mondiale 100 milioni di dollari per l’Eswatini
Il Regno di Eswatini, conosciuto fino al 2018 come Swaziland, con poco più di un milione di abitanti è il più piccolo Stato dell’Africa meridionale. Senza sbocchi sul mare e a carattere prevalentemente agricolo, presenta ancora zone poco o per nulla elettrificate. Il progetto ASCENT Eswatini punta a portare energia a 200.000 persone nei prossimi cinque anni. La Banca Mondiale ha finanziato con 100 milioni di dollari il progetto Accelerating Sustainable and Clean Energy Access Transformation (ASCENT) per Eswatini, promosso per garantire un migliore accesso all’energia pulita e maggiori opportunità economiche alle famiglie che vivono nelle aree più remote e svantaggiate del Paese. ASCENT Eswatini si declinerà in tre tipi di interventi. Il primo prevede lavori per rafforzare reti di media tensione fino a 66 kV e per installare apparecchiature di controllo e nuove linee di distribuzione a bassa tensione per supportare l’elettrificazione dell’ultimo miglio. Il secondo prevede l’elettrificazione in rete e fuori rete di alcune zone periurbane e rurali , la connettività dell’ultimo miglio e il supporto alla progettazione di nuove infrastrutture. Infine, il progetto fornirà anche competenze tecniche essenziali per valutazioni e studi volti ad aumentare la sicurezza energetica , migliorare la sostenibilità finanziaria del settore e la pianificazione. ASCENT Eswatini, che mira a portare elettricità a 200.000 persone nei prossimi cinque anni , va a supportare il Rural Electrification Plan del piccolo Stato africano che si è posto come obiettivo il 100 per cento di accesso all’elettricità entro il 2030 . ASCENT Eswatini è la nona fase del programma Accelerating Sustainable and Clean Energy Access Transformation, sviluppato dalla Banca Mondiale per l’Africa orientale e meridionale.
- Biogas, negli Stati Uniti aumentano impianti e investimenti
Al di là dell’Oceano il settore del biogas continua a macinare record. Secondo i dati dell’American Biogas Council, nel 2024 sono entrati in funzione 125 nuovi progetti, portando a quasi 2.500 il numero totale di impianti di biogas negli Stati Uniti. Le nuove installazioni hanno visto la luce grazie a investimenti per oltre tre miliardi di dollari (circa 2,86 miliardi di euro), con un aumento del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Gli impianti nel 2024 hanno prodotto 1,4 milioni di piedi cubi standard al minuto (scfm) di biogas, una fonte di energia affidabile e pulita facilmente convertibile in elettricità e calore. Secondo i dati dell’American Biogas Council, la quota maggiore di biogas (72 per cento) è stata prodotta dalla lavorazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani . Nel 2024 questa tipologia di impianti ha visto investimenti per 1,4 miliardi di dollari e la realizzazione di 24 nuovi progetti , per un totale di 580 strutture e una produzione di 979.697 di piedi cubi di biogas. Per quanto riguarda il settore agricolo, gli investimenti sono stati pari a 1,37 milioni di dollari, con 93 nuovi impianti per un totale di 615 e una produzione di 171.209 scfm. I sistemi basati solo sui rifiuti alimentari hanno invece visto solo tre nuovi progetti, che hanno portato il totale del segmento a 114. Il settore delle acque reflue non ha registrato nuove iniziative ma, con 1.169 impianti, rimane quello più rappresentativo. Ogni anno negli Stati Uniti vengono conferiti nelle discariche 1,4 miliardi di tonnellate di letame, 33 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari e un milione di tonnellate di fanghi di depurazione che potrebbero essere utilizzati per produrre energia.
- Mobilità sostenibile: IIT Hydrogen si aggiudica la gara per un impianto a Bolzano
L’altoatesina IIT Hydrogen, si è aggiudicata a fine febbraio 2025 una gara pubblica per la progettazione, la costruzione (in ATI con Strabag) e la gestione di un nuovo impianto a idrogeno. Una capacità produttiva di 2.500 kg di H2 verde al giorno per alimentare la flotta di autobus della città di Bolzano. La gara è stata indetta da SASA , concessionaria per il trasporto pubblico su strada (autobus) nelle linee urbane, extraurbane e suburbane della città di Bolzano, nell’ambito dell’iniziativa Hydrogen Adige Valley, progetto finanziato dal PNRR per incentivare la produzione di idrogeno rinnovabile in zone industriali dismesse. Il nuovo impianto sorgerà nell’area in passato occupata dall’ex termovalorizzatore di Bolzano Sud e avrà una capacità produttiva di circa 2.500 kg di idrogeno verde al giorno , in buona parte destinati ad alimentare la flotta di autobus a idrogeno di SASA, contribuendo così a una mobilità più sostenibile. Se la tecnologia necessaria per la produzione e la distribuzione dell’idrogeno è complessa, altrettanto articolato è stato l’iter di aggiudicazione della gara , durato oltre un anno. In questo contesto, IIT Hydrogen - che gestisce già un impianto di produzione e distribuzione di idrogeno a Bolzano - è stata affiancata dagli avvocati Francesca Bisaro e Luciano Caligaris di PQM Legal , studio legale di grande esperienza nel settore che ha garantito all’azienda di Bolzano un’assistenza strategica e operativa durante tutto il percorso.
- ACS rilancia la programmazione per un piano di rinnovo delle scuole
Presentato nella sede milanese di Cassa Depositi e Prestiti il Rapporto di ricerca Rilanciare la programmazione. Un piano di rinnovo delle strutture scolastiche, perché e come avviarlo dell’Associazione Costruire Scuole - ACS. L’importanza dello strumento del Partenariato Pubblico Privato tra gli elementi decisivi per rinnovare e riqualificare un patrimonio ormai obsoleto, disomogeneo e talvolta inadatto alla didattica. La Ricerca 2024 di ACS ripercorre le fasi normative e le doti finanziarie in vigore in Italia per l’amministrazione e gestione delle strutture scolastiche e formula proposte affinché le norme e le disposizioni divengano attuative, investendo al meglio le risorse a disposizione . Lanfranco Senn, presidente del Comitato scientifico di ACS, ha introdotto i lavori partendo dal titolo del Rapporto di ricerca. “Lo scopo di quanto fatto è ben detto nel titolo: rilanciare la programmazione. La maturazione della consapevolezza che occorre un rilancio della programmazione delle infrastrutture scolastiche, per guardare al problema nella sua interezza e complessità”. Il problema è davanti agli occhi di tutti: mettere mano agli edifici scolastici. Come farlo? In modo nuovo, con uno sguardo che tenga conto della totalità dei fattori in gioco. “Non possiamo più fare una programmazione dell’edilizia scolastica come l’abbiamo sempre fatta. Troppe cose sono cambiate”. La demografia del Paese è cambiata , e non solo in termini dimensionali; la popolazione di una grande città è diversa da quella di una piccola, di un piccolo comune, delle aree rurali e marginali. Pensare di programmare un rinnovo delle infrastrutture scolastiche in modo uniforme su tutto il territorio nazionale significa fare un grande errore e sprecare risorse. La domanda di istruzione è cambiata. Cambiano le modalità didattiche, cambia il ruolo dell’insegnante: il modello formativo oggi esige non solo la trasmissione di conoscenze ma di competenze relazionali. Cambia l’oggetto e la modalità con cui educare. Anche il valore patrimoniale degli edifici è cambiato e rischia di essere sottoutilizzato. Serve orientare la programmazione degli interventi tenendo conto di questi cambiamenti . “Ripensiamo la modalità di gestione in un’ottica di sussidiarietà - ha concluso Lanfranco Senn. Più Stato, più privati che lavorano insieme con lo stesso scopo, strutturando nuove forme di dialogo e di partecipazione”. Mettendo insieme le competenze si può fare qualcosa di nuovo in modo efficace. Anche l’Europa - per esempio, nella Direttiva Efficienza Energetica (EED III), (UE) 2023/1791 - ribadisce la necessità di efficientare e riqualificare il patrimonio edilizio pubblico , per concorrere alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra, ma anche per migliorare la qualità dell’ambiente interno, la vita delle persone, la comodità degli edifici e, non ultimo, per favorire la riduzione delle spese pubbliche, liberando risorse da destinare ad altri fini. Ciascuno Stato membro deve garantire che almeno il 3 per cento della superficie coperta utile totale degli edifici di proprietà degli enti pubblici sia ristrutturato ogni anno per trasformarli in edifici a emissioni zero o, quanto meno, in edifici a energia quasi zero. “L’emergenza in cui versa lo stato dell’edilizia scolastica italiana impone una decisa capacità di rinnovamento e pianificazione - ha dichiarato Silvio Bosetti, presidente di ACS. Improrogabile intervenire nei prossimi 10 anni con il rinnovo di almeno 2.000 scuole”. La situazione non può essere risolta con interventi di emergenza o disorganici; occorre accelerare nella convergenza di un robusto piano complessivo e condiviso tra le Istituzioni dello Stato con gli Enti Locali e le Autonomie Scolastiche, coinvolgendo l’imprenditoria pubblica e privata. L’iniziativa porterà a edifici più idonei alla didattica, sicuri, con forte attenzione alla sostenibilità e alla digitalizzazione . And now, what? Il passo successivo per ACS è questo: cominciare a fare . Mettere in moto percorsi concreti, sperimentare il modello che l’associazione propone, fare progetti pilota. Le candidature sono aperte!
- Rinnovabili, ERG rafforza la strategia Value over Volume per il 2025-2026
Il Cda di ERG ha approvato il bilancio consolidato, la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari al 31 dicembre 2024. Via libera anche all’aggiornamento del piano industriale e del piano ESG per il 2025-2026. Confermata la strategia Value over Volume basata su una crescita selettiva e flessibile. La reazione dei mercati. Paolo Merli, amministratore delegato di ERG Un aumento di 579 MW di nuova capacità installata eolica e solare , attraverso un mix bilanciato di crescita organica - sia repowering sia greenfield - e M&A. Un portafoglio asset che ha raggiunto a fine 2024 oltre 3,8 GW. Cinque Power Purchase Agreement (PPA) firmati, per un totale di circa 500 GWh/anno. E un ammontare complessivo di circa 3,3 TWh/anno di energia rinnovabile prodotta dal Gruppo e venduta tramite contratti a lungo termine, che si confermano strumenti fondamentali per affrontare la persistente volatilità del mercato. Questi alcuni dei risultati 2024 presentati da ERG insieme all’aggiornamento della strategia e degli obiettivi per il periodo 2025-2026. “I risultati del 2024, e in particolare dell’ultimo trimestre, hanno risentito di una ventosità ampiamente inferiore allo scorso anno e alle medie storiche del periodo” - ha commentato Paolo Merli, amministratore delegato di ERG. Il fenomeno, a livello di margine operativo, è stato interamente compensato dal contributo della nuova capacità installata, cresciuta di circa 580 MW , di cui oltre 300 MW negli Stati Uniti (nello specifico, un impianto eolico e un impianto solare, entrambi in esercizio, per complessivi 317 MW di capacità installata e una produzione stimata di circa 1 TWh). Il repowering , strumento fondamentale per la transizione energetica, rimane centrale nella strategia di crescita di ERG . Il Gruppo può contare su 269 MW già entrati in esercizio, 29 MW in costruzione in Francia e Germania e su una pipeline di progetti di circa 800 MW di cui 380 MW già autorizzati. Con l’aggiornamento della strategia di business, ERG conferma e rafforza l’approccio Value over Volume basato su una crescita selettiva e flessibile . Il Gruppo rinnova così l’impegno verso lo sviluppo delle rinnovabili e delle tecnologie di accumulo, puntando a una capacità installata di 4,2 GW entro il 2026 (il target di crescita del portafoglio asset era stato fissato in precedenza a 4,5 GW). “Nell’aggiornare il Piano 2024-2026 - conclude Merli - abbiamo rafforzato l’approccio selettivo Value over Volume, volto a massimizzare il ritorno degli investimenti concentrandoci su asset attualmente in costruzione, sviluppo organico e repowering ”. Anche in considerazione di tempistiche più lunghe rispetto a quelle attese per l’approvazione del Decreto FERX, nonché di un approccio più cauto negli USA in attesa di comprendere meglio gli orientamenti della nuova Amministrazione, il Gruppo prevede una diminuzione del 20% degli investimenti totali (pari a 1 miliardo di euro). Maggiore impulso ai progetti di battery storage (BESS) e ibridizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici, per aumentare la flessibilità del portafoglio asset , integrando la generazione di energia da sole e vento con sistemi capaci di bilanciarne la produzione e aumentarne l’efficacia. La previsione di una crescita più contenuta - certamente dovuta a un contesto di mercato più complesso e caratterizzato da una maggiore volatilità - ha avuto un impatto negativo sui mercati: il titolo ha toccato i livelli più bassi degli ultimi mesi. Una reazione forse eccessiva, sulla quale pesano però anche le prospettive del settore delle rinnovabili , in un quadro normativo in evoluzione. La sostenibilità resta comunque al centro della strategia del Gruppo. Il Cda ha approvato l’aggiornamento del Piano ESG per il periodo 2025-2026; confermati l’impegno verso l’obiettivo Net Zero al 2040 e la promozione di politiche di D&I. In linea con quanto richiesto dalla nuova CSRD, ERG ha redatto la prima edizione del Bilancio Consolidato integrato , un reporting che integra l’informativa non finanziaria all’interno della Relazione sulla gestione, secondo i nuovi standard di rendicontazione ESRS.
- Batterie al litio, in Australia nuovo progetto per produrre materiale catodico
L’Australian Renewable Energy Agency (ARENA) ha annunciato una sovvenzione da 30 milioni di dollari australiani (17,9 milioni di euro) per un innovativo progetto per la produzione di polvere di litio ferro fosfato (LFP) e di litio manganese ferro fosfato (LMFP), essenziali per le celle delle batterie agli ioni di litio. Foto ImagoEconomica con la collaborazione dell'IA Il Piano prevede la costruzione di un impianto dimostrativo nei pressi di Brisbane, capitale del Queensland, capace di produrre 250 tonnellate l’anno di LFP e LMFP . Il nuovo impianto, che sarà realizzato nell’arco di 21 mesi, combinerà i vantaggi dei metodi di sintesi in fase solida e in soluzione, per produrre materiale catodico ad alte prestazioni, con un maggiore controllo delle caratteristiche e della qualità del prodotto. Nei due anni di funzionamento e di test, l’impianto fornirà campioni di polvere catodica a potenziali clienti e investitori e dimostrerà la sua capacità di produrre LFP e LMFP ad alte prestazioni su larga scala e in modo continuo, con una riduzione di scarti e costi . Il finanziamento di ARENA, che coprirà il 50 per cento del costo totale previsto (60 milioni di dollari australiani) per la realizzazione e la successiva gestione per 24 mesi dell’impianto dimostrativo, è stato erogato al termine di un processo di due diligence che ha valutato la tecnologia, il mercato potenziale e le capacità di produzione. Dopo i due anni di test con i clienti, l’impianto sarà utilizzato anche per produrre nuovi prodotti e materiali per batterie .
- Eolico offshore, in Germania al via il progetto MeteOR
Con l’Offshore Wind Energy Act la Germania si è posta l’obiettivo di avere una capacità da eolico offshore di 45 GW entro il 2035 e di 70 GW entro il 2045. Per raggiungerlo sarà però necessario costruire wind farm in aree distanti 300 chilometri dalle coste, in prossimità del bordo esterno della zona economica esclusiva tedesca del Mare del Nord. Foto ImagoEconomica con la collaborazione dell'IA Per le aree remote, tuttavia, mancano dati precisi sulle condizioni prevalenti del vento e del mare . Per questo il Bundesamt für Seeschifffahrt und Hydrographie (BSH), l’Agenzia federale marittima e idrografica, ha lanciato il programma Meteorological and Oceanographic Reference Measurements (MeteOR) , in collaborazione con il Deutscher Wetterdienst, il servizio meteorologico tedesco, e con una società leader nella rilevazione e studio di geodati. Obiettivo di MeteOR è quello di raccogliere misurazioni delle condizioni del mare e del vento e fornire informazioni fondamentali per l’espansione dei parchi eolici nella zona. Nell’area target sono state installate due boe di misurazione e due sistemi di rilevazione oceanografica ancorati al fondale marino. Le boe sono dotate di un sistema LiDAR (Light Detection And Ranging) che, grazie all’utilizzo di raggi laser, consente di misurare la velocità del vento fino a 250 metri di quota , altezza tipica delle moderne pale eoliche offshore. Per almeno tre anni saranno monitorati e registrati dati relativi al moto ondoso , alle correnti oceaniche, le temperature, la salinità, la pressione e il contenuto di ossigeno delle acque. Le prime misurazioni hanno già evidenziato quanto siano dinamiche le condizioni reali nelle aree in esame: durante alcune tempeste che hanno attraversato il Mare del Nord sono state rilevate velocità del vento di oltre 90 chilometri orari a un’altezza di 160 metri, con onde alte fino a 11 metri. Nel 2024, la capacità generata da eolico offshore in Germania , tra Mare del Nord e Mar Baltico, ha raggiunto i 9,2 GW, con una produzione di 25,7 TWh.
- Rinnovabili e storage, i must have per la nuova stagione della transizione
Non solo wind farm o pachi fotovoltaici. Gli impianti integrati con sistemi di storage sono la via da seguire per ottimizzare la produzione da fonti rinnovabili. Le nuove soluzioni e le ultime tecnologie saranno al centro dell’edizione 2025 di Intersolar Europe , la principale manifestazione mondiale per l’industria solare. Foto ImagoEconomica con la collaborazione dell'IA Secondo il World Energy Outlook 2024 della IEA, tra il 2010 e il 2023 nel mondo la capacità fotovoltaica installata è aumentata di 40 volte , quella eolica di sei. Al 2030, secondo lo Stated Policies Scenario (l’acronimo è STEPS - STated Energy Policies Scenario), la generazione rinnovabile passerà dagli attuali 4,25 TW a 9,25 TW; più della metà grazie al solo fotovoltaico. Sempre la IEA sottolinea come il ruolo sempre più importante svolto da solare ed eolico richiede interventi per modernizzare le reti e ampliare la flessibilità del sistema elettrico , anche attraverso lo sviluppo di sistemi di storage, che consentono di rendere disponibile l’energia prodotta quando più serve, garantendo così la sicurezza e la stabilità del sistema. Che la combinazione tra impianti di generazione e di storage sarà la norma nel prossimo (vicino) futuro lo rilevano i dati che arrivano dalla Germania, dove il settore continua a crescere. Secondo la Bundesverband Solarwirtschaft (BSW-Solar), l’Associazione tedesca dell'industria solare, sono stati 580.000 i nuovi sistemi di storage residenziale installati nel 2024, per una capacità di 4,9 GWh ; è stata così raggiunta la considerevole cifra di 1,8 milioni di “batterie domestiche” per una capacità complessiva di 15,4 GWh. La crescita non riguarda però solamente gli impianti residenziali. Sempre secondo i dati di BSW-Solar, i sistemi di accumulo commerciali hanno segnato un aumento del 60 per cento rispetto all’anno precedente, raggiungendo quota 38.000 e una capacità complessiva di quasi 1,4 GWh. 100 sono stati invece i nuovi impianti di accumulo su larga scala, per una capacità di circa 0,8 GWh, che hanno portato la capacità totale installata a 2,2 GWh. Numeri che, se sommati, portano la capacità di accumulo in Germania a quasi 19 GWh e che accompagnano il costante sviluppo del fotovoltaico, che ha raggiunto una potenza installata di quasi 100 GW. Di questi, 38 GW riguardano impianti fotovoltaici realizzati sui tetti residenziali, 29 GW quelli commerciali, 0,7 GW i sistemi fotovoltaici plug-in da balcone e 32 GW gli impianti a terra. E l’Italia? Secondo i dati di Terna, a fronte di una potenza installata di 35,8 GW per il fotovoltaico e di 12,9 GW per l’eolico, al 31 ottobre 2024 erano circa 707.000 i sistemi di accumulo , per una capacità complessiva di 11,8 GWh e una potenza nominale di 5,2 GW, di cui 864 MW utility scale . Sempre più frequenti sono le centrali ibride , dove fotovoltaico e accumulo vengono affiancati anche dalla produzione eolica. In Portogallo, ad esempio, un progetto in fase di realizzazione sarà composto da un impianto fotovoltaico da 365 MW, da un parco eolico da 264 MW, da un sistema di accumulo a batteria da 168 MW e da un elettrolizzatore da 500 kW per la produzione di idrogeno verde. In Bulgaria, un altro progetto prevede 238 MW di fotovoltaico, 250 MW di energia eolica e 250 MW di accumulo a batteria. Un settore quindi in grande fermento che scoprirà i nuovi prodotti e le ultime tecnologie a Monaco di Baviera, dove dal 7 al 9 maggio 2025 sarà in scena la nuova edizione di Intersolar Europe , la manifestazione leader mondiale per l'industria solare. Organizzata da Solar Promotion, Intersolar Europe fa parte di The Smarter E Europe , la più grande piattaforma europea per il settore dell’energia, che comprende anche le fiere settoriali EM-Power , dedicata alla gestione dell’energia e alle soluzioni energetiche interconnesse, Power2Drive , dedicata alle infrastrutture di ricarica e alla mobilità elettrica ed ees Europe , dedicata alle batterie e i sistemi di stoccaggio dell’energia.
- Edison Energia, Piano di sviluppo al 2030 con tocco d’artista
Edison Energia presenta i risultati 2024 e il Piano di sviluppo per i prossimi cinque anni. Soddisfazione per i traguardi raggiunti nella vendita di energia e dei servizi a valore aggiunto al mercato retail : +40 per cento la crescita lo scorso anno, raggiunti i tre milioni di contratti. E all’interno di Palazzo Edison, in mostra le tavole di Mimmo Paladino a corredo del Libro d’artista Lezioni americane di Calvino. Nella Sala Ottagonale di Palazzo Edison la mostra che espone tredici tavole e un’acquaforte di Mimmo Paladino Tre milioni di contratti ( +40 per cento la crescita nel 2024 ) e anticipo di due anni sul raggiungimento degli obiettivi del Piano di sviluppo. E non finisce qui. Alla luce dei risultati raggiunti, ai due milioni di euro già donati per le Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali (CERS) Edison Energia aggiunge un altro milione di euro , per creare opportunità di formazione per i giovani che vogliono acquisire una qualifica professionale nel settore energetico. “Non sono passati neanche due anni da quando ci siamo incontrati per celebrare i due milioni di contratti - ha esordito Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia. Oggi siamo orgogliosi di aver raggiunto in anticipo il traguardo dei tre milioni, un risultato che testimonia la fiducia che i consumatori ripongono in Edison Energia”. Le leve di sviluppo restano prossimità territoriale e ascolto del consumatore. Il cliente al centro non è solo una dichiarazione d’intenti: una rete capillare di 1.000 negozi attivi in tutta Italia (saranno 1.500 nel 2030) e la collaborazione con migliaia di installatori su tutto il territorio nazionale ne sono concreta rappresentazione. Il cliente può fare affidamento su professionisti da incontrare in un luogo fisico, che con competenza, chiarezza e professionalità aiutano il consumatore a compiere le scelte energetiche più efficienti. I clienti di Edison Energia possono inoltre fare affidamento su oltre 2.200 tecnici e manutentori 24 ore su 24, 7 giorni su 7 utilizzando Risolve , la piattaforma attraverso cui Edison affianca la tradizionale fornitura di energia elettrica e gas integrandola con la gestione delle utenze e la risoluzione degli inconvenienti di casa : dall’assistenza contro gli imprevisti domestici all’installazione di pannelli fotovoltaici e pompe di calore, dai sistemi di riscaldamento e climatizzazione alla mobilità elettrica, dall’assicurazione degli impianti al monitoraggio dei consumi. Questo è il presente di Edison Energia, ma la società di Foro Bonaparte non si ferma qui. Ambiziosi gli obiettivi per il futuro: quattro milioni di contratti al 2028 , 25 per cento di quota mercato di autoconsumo collettivo al 2030, +17 per cento di installazioni CAGR di prodotti di efficienza energetica (fotovoltaico e pompe di calore), +7 per cento di quota mercato in questo segmento, 1.500 negozi e 3.000 installatori . “Il nostro impegno quotidiano - ha commentato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison - si traduce nella capacità di produrre energia in modo sempre più sostenibile e accompagnare i clienti nel processo di decarbonizzazione”. In tutto questo, dove sta il tocco d’artista? Nella mostra allestita nella Sala Ottagonale di Palazzo Edison, dove sono esposte tredici tavole e un’acquaforte di Mimmo Paladino a corredo del Libro d’artista Lezioni americane di Italo Calvino . Nel volume di gran pregio - l’edizione è curata da Henry Beyle - le opere grafiche di Paladino incontrano l’ultimo scritto di uno dei più grandi autori del Novecento. Un progetto sostenuto da Edison Energia, che ha voluto affiancare ai valori centrali per l’azienda, come l’ impegno per la sostenibilità (raccontato in un altrettanto pregevole fascicolo intitolato Appunti di sostenibilità ), quelli della bellezza dell’arte e della letteratura.
- Energia Libera: Salvatore Pinto confermato alla Presidenza per un altro biennio
La Giunta di Energia Libera ha confermato all’unanimità Salvatore Pinto come Presidente dell’Associazione per il prossimo biennio. Fondata nel 2012, Energia Libera rappresenta grandi aziende attive nel mercato della produzione e vendita di energia elettrica e gas e ha lo scopo di promuovere la libera concorrenza e l’innovazione nel settore energetico. Salvatore Pinto, presidente di Energia Libera “Continuare il percorso intrapreso cinque anni fa come presidente di Energia Libera rappresenta per me motivo di grande orgoglio e anche una grande responsabilità”. Queste le parole di Salvatore Pinto, a commento della decisione della Giunta di Energia Libera di confermare all’unanimità l’incarico di presidente dell’Associazione per il biennio 2025-2027. La scelta riflette l’apprezzamento per la leadership dimostrata nel corso degli anni e per i risultati ottenuti nel promuovere la liberalizzazione e la competitività del settore energetico. “In un momento cruciale per la transizione energetica, è fondamentale sostenere mercati aperti e competitivi che possano garantire benefici tangibili ai consumatori e favorire investimenti sostenibili”. Secondo il presidente Pinto, è anche necessario che “le misure di calmierazione dei prezzi dei prodotti energetici all’ingrosso, di cui si sta discutendo, non vadano a ridurre gli spazi di mercato e che si esca da logiche mirate a interventi di corto respiro, legati ad esigenze emergenziali per l’uno o l’altro settore”. Va cioè affrontato con decisione il nodo della politica energetica nazionale, attuando azioni lungimiranti e di carattere strutturale. In quest’ottica, Energia Libera continuerà a svolgere il suo ruolo di punto di riferimento per gli operatori energetici, favorendo il dialogo con le istituzioni e tutti gli stakeholder .
- Energia e competitività, in Assolombarda le imprese al centro del confronto
Caro energia e competitività delle imprese? La risposta a questa domanda complessa sembra essere chiara: le soluzioni ci sono, vanno attuate. Nella sede di Assolombarda - l’associazione delle imprese che operano nella Città Metropolitana di Milano e nelle province di Lodi, Monza e Brianza, Pavia - istituzioni, enti gestori dei servizi energetici, autorità di regolazione e imprese a confronto sul tema della transizione. Stefano Besseghini, presidente di ARERA Il titolo è già di per sé un manifesto: Le imprese al centro della transizione energetica. Strumenti, sfide, prospettive . L’evento organizzato da Assolombarda - associazione che per dimensioni e rappresentatività è la più importante di tutto il Sistema Confindustria ed esprime gli interessi di 7.066 imprese di ogni dimensione (conta circa 433.762 addetti) in tutti i settori merceologici - è servito per fare il punto sul percorso di decarbonizzazione in atto, oltre che sugli strumenti messi a disposizione delle imprese e sul contesto regolatorio. In un momento cruciale come quello attuale, serve orientare le imprese verso nuovi strumenti che le aiutino a stabilizzare o ridurre il prezzo dell’energia . Il mondo dell’energia è sempre più complesso e le imprese che compongono il tessuto industriale italiano - per la maggior parte PMI - vanno aiutate nel processo di decarbonizzazione e di efficientamento energetico. Occorre rendere i meccanismi più semplici e le regole più chiare. “Il contesto dentro cui ci muoviamo - ha esordito il presidente di ARERA, Stefano Besseghini - è profondamente cambiato: nel percorso verso il net zero abbiamo perso il combustibile di transizione, il gas” . E sebbene modificare i fondamentali nei periodi di emergenza non è mai cosa furba, il rialzo dei prezzi del gas ci sta riportando al fatto che i cambi di assetto si pagano e diventano un segnale stabile. “Occorre tenere sotto controllo le situazione per consolidare le scelte fatte con la determinazione necessaria per portarle a termine - ha proseguito Besseghini - con una regia che sia il più possibile orientata al lungo periodo”. Anche la regolazione sta cercando di confrontarsi con il mondo che cambia. Ci sono alcune novità regolatorie che stanno entrando in campo e che cambiano l’impostazione e l’assetto con cui gli possono usare la regolazione. "Non c’è niente di peggio di una regolazione ancorata a un modello preesistente e che non si confronta con la realtà”, ma questi nuovi strumenti vanno conosciuti. La conoscenza dei meccanismi regolatori da parte delle imprese è un processo che ha una sua inerzia naturale (“Entrare nei meccanismi regolatori è come giocare a Monopoli: ti possono spiegare le regole 10 volte, ma finché non ci giochi non capsici”). Strumenti regolatori che offrono delle opportunità alle aziende e che hanno lo scopo di andare oltre uno mero schema incentivante, ancorché utile. Perché, conclude Besseghini, “fare gli incentivi è certo più facile; ma gli incentivi passano, gli assetti strutturali dovrebbero restare”.
- Scozia, 70 milioni di euro per l’impianto idroelettrico di Lochay
L’idroelettrico riveste un ruolo fondamentale nel percorso di decarbonizzazione intrapreso dal Regno Unito. In questo contesto, in Scozia è stato annunciato un investimento di 70 milioni di sterline (pari a 83,7 milioni di euro) per rinnovare la centrale idroelettrica di Lochay, sita a Killin, nel Perthshire. L’impianto idroelettrico, entrato in servizio nel 1958, ha una capacità di 45 MW. I lavori di riqualificazione, che dureranno tre anni, prevedono la sostituzione delle vecchie turbine con altre più efficienti e di tutti i principali componenti di generazione con altri dotati di tecnologia moderna. Questo si tradurrà in una maggiore produzione di energia idroelettrica senza la necessità di aumentare i volumi d’acqua . Saranno invece mantenuti gli edifici e le infrastrutture civili originarie. I lavori inizieranno a metà aprile 2025 e si dovrebbero concludere nel 2028, in concomitanza con il 70° anniversario di entrata in esercizio della centrale . La riqualificazione, oltre a incrementare la produzione di energia, estenderà la vita operativa dell’impianto di almeno 40 anni e creerà posti di lavoro locali per tutta la durata dei lavori. L’impianto idroelettrico di Lochay, che produce ogni anno 170 GWh di energia elettrica, fa parte del Breadalbane Hydro Scheme. Realizzato nella regione montuosa di Breadalbane, nel Perthshire, comprende sette centrali per una capacità complessiva di 100,3 MW . Oltre a quella di Lochay, ne fanno parte le centrali di Lubreoch, con una capacità di 4 MW, di Cashlie (11 MW), di Finlarig (16,5 MW), di Lednock (3 MW), di St Fillans (16,8 MW) e di Dalchonzie (4 MW); tutte realizzate tra il 1955 e il 1961.