In Germania inizia il processo di decarbonizzazione
- CLIMA
- 14 gen 2021
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Il 3 luglio 2020 il parlamento tedesco ha approvato la Legge sulla cessazione della produzione di energia da carbone (Coal Phase-out Act). Basata sulle raccomandazioni della Commissione per la crescita, i cambiamenti strutturali e l’occupazione istituita dal governo federale tedesco, la legge stabilisce il termine per la produzione di elettricità da carbone al più tardi entro il 2038.

In particolare, 12,5 GW di capacità saranno da disattivare entro il 2022 e più di 25 GW entro il 2030. Una decisione che avrà un grande impatto, dal momento che queste centrali rivestono ancora un ruolo determinante per la sicurezza degli approvvigionamenti in Germania.
Di questo processo fa parte la dismissione dell’unità D, da 300 MW, della centrale a lignite della compagnia elettrica tedesca RWE Power sita a Niederaussem. Qui RWE, attraverso il suo Innovation Center, ha già messo in funzione un impianto pilota di depurazione della CO 2 dai gas di combustione prodotti dalla centrale, fornendo un contributo importante per una transizione energetica e per il futuro del distretto minerario.
“Siamo il primo Paese al mondo - ha detto il ministro dell’Ambiente Svenja Schulze - ad uscire dal nucleare e dal carbone: un grande passo per la protezione del clima e un importante segnale internazionale”. Le regioni produttrici di carbone negli stati tedeschi del Nord Reno-Westfalia, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Brandeburgo avranno accesso a 40 miliardi di euro per assorbire l’impatto. Questi fondi dovrebbero anche essere destinati alla ristrutturazione delle economie regionali, alla riqualificazione dei lavoratori e all’espansione delle infrastrutture locali.
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